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Terapia di Coppia o Psicoterapia di Coppia

È un intervento specializzato volto a migliorare la qualità della relazione tra due partner.

Scegliere di intraprendere una terapia di coppia vuol dire dedicarsi del tempo per riflettere sulla relazione in uno spazio sicuro, con l’intento di riscoprirsi e affrontare le difficoltà con consapevolezza, permettendo al conflitto di evolvere in crescita reciproca.

Solitamente s’intraprende una terapia di coppia quando sono presenti:

  • difficoltà comunicative;
  • conflitti intensi e/o frequenti;
  • sofferenza emotiva persistente;
  • problematiche legate alla sfera sessuale e affettiva.

Gli obiettivi principali dell’intervento terapeutico sono:

  • favorire la comprensione reciproca
  • migliorare la comunicazione
  • risolvere i conflitti persistenti
  • identificare i motivi alla base della scelta relazionale
  • ricreare o agevolare la progettualità dei partner (insieme e/o individualmente)

Il malessere nelle relazioni di coppia è frequentemente associato a comportamenti ricorsivi, dinamiche che tendono a ripetersi nel tempo, e spesso si tratta di un’unica modalità che si ripete in più situazioni. Per quanto questo sembrerebbe un indice sfavorevole per via della sua persistenza, mantiene al suo interno un gran potenziale: la modifica di un aspetto può essere in grado di “destabilizzare positivamente” il rapporto. La comprensione dei pensieri e dei vissuti reciproci e un atteggiamento riflessivo sulle dinamiche che si attivano in seduta e a casa, sono fattori prognostici positivi e incidono in modo rilevante nel favorire il superamento dell’empasse nella relazione.

La terapia di coppia è un potente strumento per affrontare e risolvere le difficoltà relazionali, con una base solida di evidenze scientifiche (varie meta-analisi ripetute negli anni) che ne attestano l’efficacia. In particolare si sono rivelate più efficaci la Terapia Cognitivo Comportamentale (CBCT) e la Terapia Focalizzata sulle Emozioni (EFT), che hanno determinato una rilevante riduzione del disagio relazionale, miglioramento significativo nella comunicazione, migliore gestione dei conflitti e maggiore connessione emotiva, con risultati che perdurano nel tempo.

COS’ALTRO C’E’ DA SAPERE

  • Non sempre la terapia di coppia orienta verso un ricongiungimento, in alcune situazioni aiuta i partner a separarsi in modo più consapevole e meno conflittuale. Del resto bisogna considerare che le relazioni possono concludersi e questo è naturale che avvenga, non tutti possiamo essere compatibili e vivere bene in una relazione, a prescindere dalla nostra capacità di comunicare, gestire conflitti e comprendere l’altro. Tuttavia alcune volte è proprio la presenza di modalità disfunzionali che rallenta l’evoluzione del rapporto. Allontanamenti che avverrebbero prima, in situazioni meno “complesse” da un punto di vista psicologico, tendono a non avvenire. Quindi può succedere che delle condizioni di malessere, anche importante, si protraggano. Potremmo dire che in queste situazioni la terapia di coppia agevola il ripristino di una condizione di benessere dei singoli individui che possono riprendere il loro percorso personale di vita.
  • Anche la terapia di coppia prevede una fase valutativa nella quale il terapeuta verifica l’eventuale presenza di sintomatologia clinica, identifica le caratteristiche personologiche dei partner e le variabili relazionali che includono il modo di interpretare il rapporto e le dinamiche presenti tra i partner. La valutazione potrebbe mettere in luce problematiche cliniche e in questo caso verranno ricalibrati gli obiettivi e ci si orienterà sulla soluzione più funzionale per la coppia e per i singoli. Può essere presa in considerazione, ad esempio, la psicoterapia individuale come affiancamento alla terapia di coppia.

Ultimo aspetto da considerare può essere la riluttanza di uno dei partner a partecipare attivamente al processo terapeutico e questo rende difficile l’ottenimento di risultati significativi. È chiaro che essendo un lavoro per la coppia, è necessario l’impegno di entrambi i membri, anche se non di rado persone inizialmente non predisposte si sono rivelate molto partecipative.