Servizi
Psicoterapia Individuale
La psicoterapia è una forma di trattamento sanitario per problemi e disturbi psicologici.
È svolta da un professionista, psicologo o medico, iscritto al suo ordine professionale, che ha completato la sua formazione attraverso una specializzazione della durata di circa 4 anni, presso una scuola riconosciuta dal MIUR. Nella modalità “individuale” il rapporto professionale è tra il terapeuta e il cliente (1 a 1).
L’ obiettivo della psicoterapia è la modifica dei processi psicologici dai quali dipende la sintomatologia del disturbo o del problema. Attraverso il cambiamento di pensieri, emozioni e comportamenti si ottiene il ripristino di una condizione di benessere e il miglioramento della qualità di vita del fruitore.
La durata è variabile ed è principalmente connessa alla problematica riscontrata, tuttavia difficilmente è inferiore a 4/6 mesi. Per tale ragione si parla di percorso psicoterapeutico, per indicare che non si tratta di un incontro singolo e isolato, ma di processo con una certa durata e un’evoluzione nel tempo, fatto di fasi e obiettivi. Lo psicoterapeuta dopo la valutazione psicodiagnostica decide la frequenza degli incontri.
Solitamente nel mio lavoro protendo verso una cadenza settimanale o bisettimanale, ad esclusione di problematiche legate alla disregolazione emotiva e/o comportamentale per la quale è possibile che consideri una frequenza maggiore (2 incontri alla settimana).
SCEGLIERE LA PSICOTERAPIA
Esistono vari orientamenti psicoterapeutici, che fanno riferimento a differenti modelli teorici e in parte utilizzano metodologie e tecniche differenti. Dico in parte perché con l’evoluzione della ricerca scientifica, l’integrazione delle conoscenze e la parziale sovrapposizione in alcuni casi di assunti concettuali, è possibile ritrovare pratiche comuni.
Di seguito elenco alcuni approcci terapeutici (orientamenti):
- Psicoanalitico/psicodinamico
- Sistemico-relazionale
- Gestaltico
- Bioenergetico
- Analitico-transazionale
- Cognitivo-comportamentale
Sicuramente è importante interrogarsi prima di intraprendere un percorso sulla possibilità di ottenere una remissione sintomatologica e per questo è bene, oltre a comprendere le differenze tra gli orientamenti e cogliere quale si percepisce come più affine a se stesso/a, capire quali sono gli aspetti predittivi di miglioramento e cosa ci consigliano le linee guida nazionali e internazionali.
Obiettivo comune tra tutti gli approcci e indice prognostico di esito positivo e quindi di efficacia è la costruzione di un buon rapporto tra terapeuta e cliente, quello che viene definito “alleanza terapeutica”; svariati studi ne dimostrano la centralità nella cura. Quindi se decidiamo di intraprendere un percorso, questo è un importante aspetto da attenzionare, sia in fase iniziale che durante la terapia.
Altra considerazione importante è fare riferimento alle linee guida e alla ricerca scientifica.
Ci tengo a chiarire che non tutti gli approcci psicoterapeutici sono corroborati in egual misura da studi randomizzati e controllati, questo indica che non è ancora stato attraversato il “vaglio” della ricerca scientifica e non è un indicatore univoco di mancanza di efficacia.
Anche se non abbiamo dati scientifici a supporto di tutte le psicoterapie testate con tutti i tipi di disturbi, però abbiamo psicoterapie specifiche con singoli disturbi che si sono mostrate scientificamente più indicate (più efficaci) per il miglioramento sintomatologico e il funzionamento del cliente.
Queste forme di psicoterapia, a seguito di ripetuti studi clinici, vengono definite come “evidence based” ossia terapie basate sull’evidenza. Ad esempio potremmo dire che la Terapia cognitivo comportamentale è considerato il trattamento evidence based per il trattamento dell’anoressia nervosa in pazienti adulti. Le linee guida internazionali (APA, NICE) permettono di individuare in relazione al disturbo specifico il trattamento “consigliato”.
Ricapitolando, ci sono 3 aspetti da considerare:
-ricercare la forma di psicoterapia più affine a noi
-farci aiutare dalle guide internazionali se riteniamo utile basarci su dati scientifici
-dare importanza all’alleanza terapeutica come fattore prognostico positivo
