Approcci e Trattamenti

Terapia Dialettico Comportamentale DBT

La Terapia Dialettico Comportamentale (DBT-Dialectical Behavior Therapy ) è una psicoterapia di comprovata efficacia (svariati trial clinici controllati) per il trattamento del DBP (Disturbo Borderline di Personalità), permette di intervenire su:

  • disregolazione emotiva,
  • condotte parasuicidarie (es: comportamenti autolesionistici intenzionali che non conducono alla morte),
  • condotte suicidarie

È inoltre utilizzata per trattare l’abuso di sostanze e i disturbi del comportamento alimentare.

È un modello di trattamento che rientra all’interno delle “terapie cognitivo-comportamentali” riflettendone aspetti comuni:

  • il lavoro orientato a identificare i comportamenti problematici per eliminarli/modificarli/sostituirli con comportamenti adattivi;
  • attenzione ai processi cognitivi con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza circa il funzionamento mentale modificando le credenze e le aspettative disfunzionali;

Al contempo, la DBT, si basa su visione dialettica della realtà che riflette la complessità intrinseca dell’esperienza umana, il suo continuo dinamismo e l’impossibilità di basarsi su verità assolute. La dialettica in questo approccio non è esclusivamente una teoria di riferimento, ma è incarnata nel trattamento stesso divenendo parte integrante della pratica clinica.

Obiettivo centrale del trattamento è stimolare il cliente all’assunzione di modalità dialettiche di pensiero (che rappresenta l’opposto del pensiero dicotomico) per aiutarlo a modificare le condotte estreme in favore di risposte più integrate e equilibrate.

Il trattamento prevede:

  • Psicoterapia individuale;
  • Skills training di gruppo (apprendimento di abilità- DBT Skills Training);
  • Consultazione telefonica;
  • Interventi collaterali (es. sostegno ai familiari, presa in carico psichiatrica).

E’ “auspicabile” la presenza di un team terapeutico che collabora al fine di garantire l’efficacia del trattamento.

I 3 PRINCIPI CHIAVE DELLA DIALETTICA

  1. Visione interrelazionale e unitaria della realtà:

L’analisi delle singole parti di un sistema, ha una validità parziale, se queste stesse parti non sono relazionate al tutto. Nulla può essere considerato come completamente separato o isolato e le varie parti della realtà si influenzano, influenzando la realtà stessa. Esperienze, pensieri, emozioni e comportamenti non possono essere considerati separatamente, ma vanno interpretati da una prospettiva più ampia, osservando il contesto nel quale si manifestano.  Inoltre la modifica, ad esempio, dei comportamenti può modificare sia il modo di pensare, che le emozioni e le sensazioni che vengono provate.

Questa visione relazionale favorisce la comprensione della connessione tra i vari aspetti della vita di un individuo, promuovendo coerenza e integrazione.

  1. il principio della polarità:

La realtà è dinamica e composta da forze contrapposte (tesi e antitesi), dalla cui integrazione (sintesi) nasce un nuovo sistema di forze tra loro opposte. L’importanza che riveste la totalità nella dialettica e affiancata dalla valorizzazione della complessità esistente in qualunque totalità e la presenza al suo interno di forze contrapposte. Anni fa in fisica si considerava l’atomo come la particella elementare. Successivamente, si è scoperto che poteva essere scomposto in ulteriori parti e con polarità contrapposte (cariche positive e negative). Questo principio della dialettica mette in luce come ad ogni forza ne corrisponde una uguale e contraria. Così come in ogni disturbo esiste una funzionalità. La DBT presuppone che un individuo disregolato e impulsivo, presenti in sé saggezza e discernimento, anche se queste facoltà possono non essere accessibili (questo è un obiettivo della terapia). 

La psicoterapia si focalizza molto sulla “sintesi”, ovvero sulla capacità di accettare gli opposti e integrarli. Un esempio classico è l’integrazione di accettazione e cambiamento: mentre la persona è spinta ad accettare se stessa e le sue esperienze, allo stesso tempo è incoraggiata a lavorare per cambiare i comportamenti disfunzionali. Questa tensione dialettica è al centro della terapia, che mira a trovare un equilibrio tra due forze apparentemente contrastanti per creare un percorso di “cura”, con il fine di orientare il cliente verso “una vita degna di essere vissuta”.

  1. il principio del cambiamento continuo:

Il terzo aspetto della dialettica è la convinzione che la realtà non sia statica, ma in costante cambiamento. Da tesi e antitesi ne deriva una sintesi che a sua volta diverrà una tesi, che avrà una sua antitesi e poi una sintesi e così via, pertanto la realtà si caratterizza per il suo dinamismo, la sua continua evoluzione. Nella DBT, questo si traduce nell’idea che la terapia non debba mirare al mantenimento di uno stato stabile in un ambiente fisso e coerente, ma piuttosto allo sviluppo delle capacità per affrontare e gestire il cambiamento continuo. L’obiettivo è aiutare la persona a diventare flessibile e adattabile, considerando il continuo mutare come qualcosa di inevitabile. Invece di cercare di bloccare il cambiamento o raggiungere una situazione “perfetta”, la DBT promuove l’acquisizione di competenze per affrontare le sfide della vita in modo più efficace, accettando che la realtà è fluida e in continua evoluzione.